Solo il 48% di maturità digitale. È la fotografia impietosa — ma utile — che emerge dal Benchmarking Study “What’s Next nelle Operations?” di Bonfiglioli Consulting, pubblicata dalla rivista Tecnologia & Innovazione nel numero di marzo 2026.
La ricerca biennale ha analizzato oltre 100 aziende di 22 settori industriali — per l’85% composte da figure C-level — misurando il livello di maturità in cinque aree chiave: Operations, Supply Chain, Sostenibilità, Digitalizzazione e Risorse Umane.
I risultati mostrano un’industria italiana con punti di forza chiari ma un ritardo digitale strutturale:
Secondo Marco Brandalesi, Principal di Bonfiglioli Consulting, la metà delle imprese del campione non ha avviato nessun progetto di intelligenza artificiale — né analitica, né operativa, né generativa. I principali ostacoli? La paura di esporre segreti industriali, l’incertezza sul ROI e la difficoltà di identificare applicazioni concrete.
“Le imprese sanno di essere indietro, ma non sanno esattamente dove devono progredire di più.” — Marco Brandalesi
Chi invece ha già introdotto l’AI lo fa principalmente su processi transazionali — gestione del cliente, supply chain, relazioni con i fornitori — con ritorni visibili in termini di velocità, flessibilità e reputazione di mercato.
La risposta di Brandalesi è netta: dai manager e dalle persone. Prima che la rivoluzione tecnologica — robot, hardware avanzato, attuatori elettromeccanici — arrivi nelle fabbriche, le organizzazioni devono essere già pronte. Chi non si prepara ora rischia di trovarsi impreparato di fronte a un cambiamento rapidissimo.
Testata: Tecnologia & Innovazione — N.1, marzo 2026
Data di pubblicazione: 10 marzo 2026
Autrice: Susanna Bagnoli, giornalista freelance
Intervistato: Marco Brandalesi, Principal di Bonfiglioli Consulting